Circe di Madeline Miller

Titolo: Circe

Autore: Madeline Miller

Editore: Marsilio

Pagine: 411

Prezzo: eur 11.40 su IBS

 

  • Copertina: 5♥ su 5
  • Storia: 5♥ su 5
  • Stile: 5♥ su 5

 

Circe, la sparviera, dagli occhi gialli e dal pianto flebile.

Circe in cerca di risposte, di affetto e possibilità.
In lei c’è una fame incredibile di vita, di esperienze e le sale buie e vuote della dimora paterna offrono solo solitudine.
Quando arriva la barca Circe è combattuta tra il timore e la curiosità. La dolcezza della giovinezza, le mani veloci ma scevre di crudeltà la spingono fuori del suo nascondiglio per incontrare l’amore.
E la prima volte è sempre assoluto, totalizzante, irrazionale e quando viene disatteso la rabbia non si frena, la vendetta non si ragiona.
L’esilio che ne segue è solo apparentemente una punizione.
Circe, da sempre una tessitrice senza lana, una barca senza mare, inizia infatti ad esistere.
L’apprendimento della magia le schiude davanti possibilità infinite, permeando il suo spirito di un senso di salda vastità.
Scilla, Icaro, il Minotauro ed il filo di Arianna. Circe assiste a miti che sono giunti fino a noi. Ne fa parte e attraverso i suoi occhi gialli né vediamo sfumature che a scuola non insegnano.
Lei però soffre, smania la quotidianità ristretta dalla sua unica visuale, l’essere tagliata fuori. Fino all‘incontro con Odisseo.
Un momento di svolta, un cambiamento che si fa strada in lei che, attraverso gli occhi del viaggiatore, scopre il mondo.
Erbe, sortilegi, esperimenti ed ebollizioni, radici tagliate, petali spremuti, la maga è pronta a tutto, a crescere un figlio, ad affrontare l’ira del fratello, la divoratrice Scilla e soprattutto l’indifferenza di Elios, suo padre.
Un romanzo coinvolgente, fluido, unione di piccoli eventi che insieme formano una trama mitologica conosciuta ma per alcuni tratti anche inedita.
Le pagine sono tanti rapsodi che narrano di gesta e battaglie, affronti e sacrifici. Aprono e affondano la mano in brecce rimaste invisibili.
Odisseo era veramente il pio che ci viene presentato? Perché è stato messo al mondo il Minotauro? Cosa ha portato Circe a compiere cattiverie?
Alcuni passaggi stregano, ti avvolgono in una nube magica trasportandoti proprio lì dove tutto avviene
Lo scontro con Scilla è uno di questi, tra i più avvincenti e incalzanti. La capacità descrittiva della Miller rende reale il mostro a 6 teste, quasi a sentirne il tanfo di morte.
Circe, maga resa tra i banchi di scuola subdola ed egoista. Ma è veramente solo questo?
Circe è una donna forte, tenace, resiliente ma anche tormentata dai rimorsi, dal senso di colpa. La vita non le ha mai regalato nulla, nata in un mondo che fatica ad accettare, privata di amore e rispetto, ingannata dalle persone più vicine.
Circe è magnifica, ambivalente, forte, benevola ma capace di atrocità.
Metafora di una maternità autentica, nel prosciugare le energie dietro a suo figlio, nel dedicargli tutto il suo tempo, nel rinunciare a tutto per lui e nel volerlo tenere al focolare per preservarlo dalle brutture.
Telegono inseparabile dall’attenzione della madre nell’infanzia, poi via via più irrequieto e come un comunissimo adolescente, rivoluzionario e astioso verso chi l’ha cresciuto.
E Odisseo? Il pio e astuto eroe, determinante nella guerra di Troia, guida per il suo equipaggio.
Anche in lui c’è una breccia in cui guardare, spiare il suo lato più egoista, la sua sete di conoscenza che non guarda nulla, la sua capacità di ammaliare un ascoltatore e piegarlo alle sue parole.
Uno sguardo nuovo alla mitologia, com’è successo con il romanzo La canzone di Achille di cui trovate la recensione sempre qui sul blog.
Un’opera studiata con testa e cuore, avvolgente e ammaliante. Inaspettato viaggio in mondi magici.
Sicuramente è un libro per chi è appassionato o almeno incuriosito dalla mitologia, quel lettore capace di farsi avvolgere da spire magiche e godere dell’atmosfera surreale di altri universi.
Per noi è stata una lettura splendida, avvincente e magnetica
Circe rimarrà indelebile nelle nostre menti, davanti a un tavolo di erbe pestate e frantumate, tra coltelli imbrattati e terriccio mentre un odore acre di bollitura si diffonde per casa
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